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REGIONE ABRUZZO
| Comune di Villavallelonga |
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Informazioni di base |
| Regione: Abruzzo |
Capoluogo: L'Aquila |
| C.A.P. 67050 |
Codice catastale: M031 |
| Popolazione residente: 1.004 |
Numero di famiglie: 383 |
| Denominazione degli abitanti:
villavallelonghesi o vallesi |
Comunità Montana: Marsica 1 |
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Cenni storici |
La Rocca originaria
(chiamata «Rocca di Cerro») costituiva quasi esclusivamente un riparo
contro gli assalti dei nemici o dei briganti, ed era sottoposta al conte
Ruggiero d'Albe.
Nel 1279 tutto il territorio veniva ceduto da Carlo d'Angió a un tal
Giovanni Matteo; ma nel XIV secolo Rocca di Cerro era divenuta possesso
della famiglia De Ruggiero, alla quale rimase fino alla metá del secolo
successivo, allorquando agli Angioini subentrarono gli Aragonesi sul
trono di Napoli.
Nel 1445 era ancora immutata la denominazione di Rocca di Cerro
nell'elenco che, dei feudi, aveva fatto compilare il re Alfonso per
motivi fiscali; e «Collis Longus cum Rocca di Arce» spettava a Luigi di
Celano, subfeudatario di Leonello Acclozamora.
Soltanto con l'assegnazione del feudo ad Antonio Piccolomini (nel 1463)
subentró la nuova denominazione di «Villa Collelongo», con cui sorgeva
la moderna «univer-sitas». Da quel momento in poi, almeno fino alla metá
del Settecento, la storia di questa «universitas» viene quasi a
identificarsi con quella della vicina Collelongo, di cui Villa è appunto
una dipendenza.
Nel 1582 tutto il territorio fu venduto dai Piccolomini a Girolamo
Carlucci di Magliano, morto il quale la vedova lo trasmetteva in dote al
secondo marito, Clemente Sannesi.
Nel 1724, poi, passó in ereditá a Francesco Sacrati, figlio di Olimpia
Sannesi, il quale — qualche anno dopo — lo rivendeva a Fabrizio
Pignatelli. L'ultimo erede di questa famiglia, Cesare Pignatelli,
conservó la proprietá fino al 1806, anno di abolizione dei feudi.Nel
frattempo, peró, Villa Collelongo aveva visto trasformarsi ancora una
volta il proprio nome, probabilmente tra il 1747 e il 1749, quando
appare per la prima volta in documenti d'archivio la denominazione
attuale di Villavallelonga. Con l'unità d'Italia, proprio i boschi della
Vallelonga divennero rifugio delle numerose bande di briganti che
imperversavano nella Val Roveto e nella Marsica.
Il prosciugamento del Fucino ebbe, come effetto immediato, il
deprezzamento di quasi tutti i terreni della Vallelonga, tanto che gli
abitanti di Villa hanno visto, per decenni, solo nell'emigrazione una
valvola di sicurezza per la sopravvivenza del paese. |
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