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Fra Castel del Monte ed Ofena è ubicata Villa
S. Lucia, un paese che nel tempo ha seguito le vicende dei due centri
confinanti.
Nel 1669 Villa si separò dal Comune di Ofena, contava 445 abitanti
unitamente a quelli di Villa Rontino. Nel 1901 invece ne contava 2194 i
quali, poi, si ridussero a 1251, nel 1951. e a 894 nel 1969, per
portarsi nel 1991 a sole 305 unità. Attualmente, agosto 2003, si
registrano 200 unità con una presenza media in loco di circa 95 persone.
Ma perché questo fenomeno demografico negativo? Eppure il paese è posto
a 871 metri sul livello del mare e nella stagione estiva viene
annoverato tra quelli più importanti per la villeggiatura, ove la pace
regna sovrana!
Il giornalista Enzo Tortora, quando ancora non era diventato il famoso
presentatore televisivo, mentre guardava, attraverso la ferriata della
Piazza, la valle sottostante ebbe a dire: “che veranda di paradiso!”
Nel 1000 a.C., nei paraggi esisteva, secondo le citazioni di Plinio, una
fortezza, la quale oppose tenace resistenza ai romani, sono visibili
ancora oggi i resti di una lontana fortificazione.
Nel 168 a.C. alcuni guerrieri della zona si unirono ai Romani diretti in
Macedonia.
Nel 200 d.C. alla fontana di Villa si ristoravano e pernottavano le
legioni romane di transito.
Nel 586 anche questo centro subì la invasione Longobarda e nel 756
quella Saracena; fu quindi sottoposta a continui saccheggi e
distruzioni.
Nel periodo 775/800 però i Saraceni furono sconfitti da Carlo Magno e
Villa fu assegnata , in franchigia, all’Abate di S. Pietro all’Oratorium.
Da allora si ricorda l’invio dei servi per dissodare le terre incolte.
Queste persone poi si insediarono nei pressi della fontana e si verificò
il famoso rapimento delle donne “Ancelle”.
Nel 1234 l’Imperatore Federico II istituì, con suo decreto, la fiera di
Villa del 13 dicembre.
Nel 1279 Villa Cerqueto e Civitaquana erano tenute, per servizio
feudale, da Bonifacio Provenzale.
Nel 1315/16 scoppiarono i dissidi, per il possedimento dei beni montani,
tra i paesi di Villa, Ofena e Castel del Monte: si addivenne alla
creazione di una zona “neutrale” detta “del terzo” (DE LUCA DIAMANTE in
“Storia di Villa Santa Lucia ……” Tip. La Moderna, Sulmona 2001 p. 9 e ss).
Nel 1569 agli abitanti di Villa fu vietato di macinare il grano ai
molini di Capo d’Acqua.
Nel 1579 Villa Santa Lucia passò sotto la signoria dei Medici di
Firenze.
Nel 1669 i residenti di Villa furono 89 fuochi, vale a dire 445 persone.
Nel 1672 Vittoria della Rovere, Gran Duchessa di Toscana e vedova del
Granduca Ferdinando II, presentò il nominativo per la propositura di
Villa Santa Lucia e pare che fosse Paolo Alessandrini di Capestrano (ANTINORI
A.L.-CAPEZZALI W. op.cit.,p.27).
Nel 1743, morta la reggente Anna Maria Luisa, Eletta Palatina del Reno
col titolo di Gran Principessa di Toscana, il Principato di Capestrano
passò, allo stato allodiale al Re delle due Sicilie Carlo VII di Borbone.
Quando però nel 1759 Carlo divenne Re di Spagna, i poteri del regno
passarono al figlio Ferdinando.
Durante l’occupazione Francese, gli uomini di Villa Santa Lucia, furono
uniti alla massa comandata da D. Francesco Sericoli di Castel del Monte,
e si batterono eroicamente contro il nemico nel vado di Cannatina ed in
quello di Siella (MOSCARDI V., op.cit.,p.137 e ss).
Nel 1810 De Thomasis Giuseppe, incaricato del Regno per la ripartizione
dei beni feudali, eseguì la ripartizione dei prati di Cretarola tra i
paesi di Castel del Monte, Ofena e Villa Santa Lucia.
Nel 1861, tra Villa ed il Voltigno, si nascondevano circa 90 briganti,
che continuavano a spadroneggiare nella zona, nonostante si fosse già
verificata l’unità d’Italia.
Nel 1876 l’insegnante Colucci aprì la scuola elementare fino alla classe
terza.
Nel 1892 furono istallati 20 fanali ad olio sulle vie del paese da
accendere nelle due ore notturne, quando il bagliore lunare non si
scorgeva. Nello stesso anno partirono i primi emigranti per il Brasile.
Nel 1896 si istituirono in Villa i partiti di Piazza e delle Aie
Diverse.
Nel 1906 fu istituito l’Ufficio Postale.
Nel 1910 scoppiò la rivolta, detta “guerra della fonte”: protagoniste
furono le donne di Villa contro quelle di Carrufo e per sedare la
rivolta giunsero in loco 200 soldati e 90 carabinieri.
Nel 1913 di nuovo scoppiò una lite tra Villa santa Lucia e Carrufo per
la “Fonte” e, per sedare l’agitazione, giunsero nel luogo ancora gli
uomini della legge.
Nel conflitto mondiale 1915/1918 i soldati di Villa furono circa 100
unità e 11 di essi morirono in combattimento.
Nel 1934 fu inaugurato l’edificio scolastico e l’asilo infantile.
Nel 1951 la frazione di Carrufo tornò a far parte del Comune di Villa,
separandosi da quello di Ofena.
Nel 1956 fu inaugurato il monumento ai Caduti.
Nel 1975 fu posta la seconda Croce di faggio al valico delle Scrime.
Il 15 agosto del 1982 Mons. Di Falco Giuseppe celebrò la S. Messa a Capo
di Serra, con solenne benedizione dei paesi della Valle.
Nel 1990 fu issata una terza Croce, del peso di q.6 ed alta m.6, al
Valico delle Scrime. |