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REGIONE ABRUZZO
| Comune di Scoppito |
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Informazioni di base |
| Regione: Abruzzo |
Capoluogo: L'Aquila |
| C.A.P. 67019 |
Codice catastale: I546 |
| Popolazione residente: 2.757 |
Numero di famiglie: 978 |
| Denominazione degli abitanti: scoppitani |
Comunità Montana: Amiternina |
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Cenni storici |
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Il Comune di Scoppito,
che in età italica e romana ricadeva nel comprensorio amiternino,
conserva ancora testimonianze della civiltà di quel tempo, presenti in
tutto il territorio e, segnatamente, nell’antica Foruli, sui cui resti
sorge la frazione di Civitatomassa. Qui sono stati rinvenuti reperti
archeologici di straordinaria importanza. Basti pensare all’Elephas
Meridionalis esposto presso il Castello Cinquecentesco dell’Aquila, alle
splendide statue di epoca romana, custodite presso il Museo Archeologico
di Chieti, o a Ponte Nascoso, di recente ristrutturato. Il Comune è
collocato in una trama territoriale abbastanza uniforme, che risulta
poco trasformata nei secoli, almeno per quel che riguarda i periodi
successivi al Quaternario e precisamnete all’epoca in cui la conca
aquilana si presentava come un grande lago chiuso dai gruppi montuosi
del Gran Sasso, del Velino-Sirente e dei Monti Reatini. Accanto al
patrimonio archeologico Scoppito presenta ulteriori significative
emergenze artistiche, a partire dalle numerose chiese, arricchite,
all’interno, di preziose pitture, come la Chiesa di San Giacomo Apostolo
che ospita diverse tele, databili tra il 1653 e il 1778, o la chiesa di
Santa Maria in Fontepiana, in località Santa Maria, tipicamente rurale,
che conserva all’interno pitture databili tra il XIV e il XVI secolo.
Particolarmente interessante risulta, per dimensioni e qualità
pittorica, l’imponente ciclo murale trecentesco posto alla sinistra
dell’ingresso. A Cave si possono osservare i ruderi appartenenti ad un
antico castelliere, risalente, con ogni probabilità al secolo XIII,
mentre Casale ospita un palazzo che presenta un certo interesse
artistico, essendo l’unico esempio di architettura signorile ancora del
tutto integro. Si tratta di un edificio settecentesco che presenta dei
rifacimenti riferibili alla prima metà del ’900. Ad ingentilire questo
vasto territorio estesi boschi di latifoglie decidue, costituiti
principalmente da querceti misti e da faggeti. In corrispondenza di
torrenti e piccoli corsi d’acqua la vegetazione cambia completamente per
dare spazio ad ampie distese di salici e pioppi. |
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