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La
storia di Rocca Pia, fin dalle sue origini, è sempre stata strettamente
collegata al vicino altipiano.Infatti gli Altipiani Maggiori, e in
particolare il Piano di Cinquemiglia, sono sempre stati per la loro
morfologia e la posizione geografica una zona di transito e collegamento
all’interno tra il centro e il meridione.
Ma le
difficoltà connaturate alla morfologia stessa dei luoghi (zona di
montagna sopra ai 1000 m. s.l.m.) e il clima molto rigido non
consentirono lo sviluppo, almeno fino al Medioevo, di veri e propri
centri abitati.
Le
prime testimonianze archeologiche provenienti dal territorio di Rocca
Pia appartengono al Paleolitico e dimostrano che l’altipiano era già
percorso da cacciatori nomadi in cerca di selvaggina d’altura: spesso si
spingevano sui rilievi maggiori, sostando presso piccoli corsi d’acqua e
laghetti che in quell’ epoca costellavano il territorio.
Per
tutto il periodo protostorico ed anche dopo la romanizzazione della
zona, non abbiamo testimonianza di veri e propri insediamenti.
I reperti (strumenti litici, piccoli utensili, armi) ci indicano
piuttosto una frequentazione stagionale e sporadica dell’altipiano,
legata alla presenza di vasti pascoli e di un territorio ricco di
selvaggina.
Già in
quest’epoca il passaggio nella piana doveva essere molto importante e
certamente i Peligni, i Carecini, i Sanniti e le altre popolazioni che
gravitavano nella zona transitavano lungo tale percorso naturale,
utilizzato poi anche come tratturo per condurre le greggi al sud nel
periodo invernale.
Nel III sec.a.C. la costruzione della Via Numicia regolarizzò la
viabilità tra Corfinium, la valle peligna ed il Sannio. Non si è certi
del percorso di questa antica strada consolare romana, spesso chiamata
anche Via Minucia; è però accertato che nel territorio di Rocca Pia e
nel Piano delle Cinquemiglia esisteva un tracciato viario che doveva
ricalcare percorsi più antichi e che favorì i collegamenti tra i siti
storici che si erano via via sviluppati.
Proprio rispetto alle vicine realtà storiche (Aufidena, Corfinium, Sulmo,
ecc.) l’altipiano dovette connotarsi per tutta l’età imperiale come zona
di piccoli fondi rustici legati ad attività di pastorizia estiva. Nel
VII-VILI sec.d.C. il territorio, compreso nel Ducato di Spoleto,
cominciò ad assumere una notevole importanza dal punto di vista
strategico. Sappiamo infatti che fin dall’alto medioevo la penetrazione
verso sud delle popolazioni longobarde si svolse soprattutto lungo le
direttrici interne, tra le quali quella passante per l’altipiano.
In
seguito gli stessi percorsi furono utilizzati dai sovrani e dagli
eserciti che occuparono parte della penisola. Pur non conoscendo
attestazioni storiche precedenti al IX secolo, possiamo ipotizzare che
già prima ditale data fossero nati piccoli villaggi lungo le direttrici
viarie.
Alcune
zone che non erano state ancora urbanizzate ed organizzate feudalmente,
come l’ingresso settentrionale all’altipiano e parte dello stesso,
vennero occupate da piccoli nuclei strategici. La prima attestazione
storica di un sito abitato nella zona è riportata in un diploma del 876:
Guido, duca di Spoleto, concede la chiesa di S. Marcello in Florina, con
tutte le sue pertinenze, ai monaci di 5. Vincenzo al Volturno. Florina
(o Forma, forse in relazione alla vicina Valle Fura) è il nome del primo
nucleo abitato sorto nel luogo dove èoggi Rocca Pia. Doveva trovarsi
nella zona del vecchio cimitero, ai piedi di Macchialonga, dove sono
ancora visibili i muri diruti della chiesa di 5. Marcello, la più antica
del paese.
Dai
documenti dei secoli seguenti si deduce che il villaggio di Florina,
ingrandito ed esteso verso la valle, fu per un certo periodo conteso tra
i monaci volturnensi e quelli della Diocesi di Valva, che aveva vasti
possedimenti nella zona. Nel 1173 Gualtiero di Girardo riceve da Oddone
di Pettorano Valle Oscura, già feudo dei Conti di Valva. Possiamo quindi
dedurre che il feudo, nonostante il monastero avesse ancora possedimenti
nella zona, fosse ormai proprietà dei signori del tempo. Nel XII secolo
comincia dunque ad apparire nei documenti il nome Valle Oscura: la
troviamo citata nel "Libro di Ruggiero", scritto dal geografo arabo
Idris alla metà del secolo e, alla data 1200, nel "Catalogus Baronum".
Ma l’antica denominazione Florina scompare solo nel XIII secolo, perciò
per un certo periodo esistettero due paesi distinti. Già in epoca
normanna, con la riapertura dei tratturi e la vasta organizzazione
territoriale e politica, cominciò a definirsi anche sugli altipiani un
sistema difensivo capillare; in questo periodo infatti erano
maggiormente difesi i punti nodali della viabilità e i collegamenti. Il
tratto di strada che percorre l’Abruzzo interno e taglia gli altipiani
diviene importantissimo, inserito ne]la "Via degli Abruzzi" o "Regia
Strada degli Abruzzi", la grande arteria viaria medievale che collegava
Firenze a Napoli e che fu poi l’asse fondamentale dei commerci e dei
transiti per tutto il periodo angioino.
Ricordiamo che Rocca Pia si trovava lungo il percorso dello storico
tratturo Celano - Foggia. A conferma del ruolo strategico assunto dal
paese abbiamo, nel corso del XII secolo, la costruzione del castello
sull’altura a sud-est del paese attuale. I sistemi difensivi e la torre
di avvistamento, in collegamento con i principali fortilizi della Valle
Peligna, consentivano alla popolazione e ai signori dominanti di
controllare il passaggio e, in caso di bisogno, di rinchiudersi entro la
fortificazione. Nei secoli seguenti viene citata Rocca Valle Oscura, che
mutò il suo nome in seguito alla costruzione del castello. Nel XIV
secolo il feudo fu comprato da Restaino Cantelmo.
I
Cantelmo, provenienti dalla Provenza al seguito di Carlo I d’ Angiò,
furono feudatari di Rocca Valle Oscura sino al 1724; solo piccole parti
del feudo appartennero ad altre famiglie nobili. Nei primi decenni del
XV secolo, in seguito alle lotte tra i feudatari della zona (Caldora e
Cantelmo) e Braccio da Montone, il paese accolse gli abitanti dei tre
villaggi del Piano: Casale di San Nicola, Casal Guidone e Roccaduno.
Alcuni storici hanno ipotizzato la formazione di Rocca Valle Oscura
proprio in seguito a questo episodio. In realtà ciò risulta impossibile,
data la presenza di documenti che testimoniano l’esistenza dei vari siti
già dal XIII secolo. I tre villaggi, sorti probabilmente già in epoca
normanna, contribuirono ad ingrandire il paese, lasciando del tutto
spopolato il Piano, dove rimase solo la chiesa della Madonna del Casale,
nel sito dell’antico Casal Guidone.
La
signoria dei Cantelmo trascurò spesso il piccolo feudo di Rocca Valle
Oscura, che nel corso dei secoli subì anche numerose catastrofi
naturali, come la peste e i terremoti. A questo proposito in alcuni
documenti che riportano i danni subiti dai paesi abruzzesi in seguito ad
eventi tellurici, si narra che a causa del terribile terremoto del 4
dicembre 1456, Roccaraso e Rocca Vallescura furono "del tutto rovinate".
Nel
1724 il feudo passò ai Tocco di Montemiletto, ai quali rimase sino all’
abolizione del sistema feudale nel 1806. Durante il breve regno di
Gioacchino Murat venne istituita la " Via Napoleonica", sistemando il
tratto di strada che conduceva da Pettorano a Rocca Pia e quello che dal
paese giungeva all’ imbocco del Piano.
Inoltre nel 1815 un decreto dello stesso Murat cambiò il nome del paese
in Rocca Letizia, in onore di Letizia Bonaparte, madre di Napoleone. Ma
nello stesso anno Ferdinando II annullò tale decreto e quindi il nome
non fu mai realmente utilizzato. Nel 1860, durante una visita di
passaggio di Vittorio Emanuele 11, gli abitanti pregarono il re di
cambiare il nome così triste del loro paese. Il re decise di dedicarlo
alla figlia Maria Pia e così, con un decreto del 1865, il nome fu
definitivamente cambiato in Rocca Pia. |