Il territorio di San Valentino ha
subito, nel tempo, notevoli cambiamenti
che hanno comportato un massiccio
spostamento di popolazione e di
interessi durante i secoli.
La storia di San Valentino comincia da
molto lontano se si deve, prestare la
necessaria attenzione alle pitture
preistoriche rinvenute nelle due grotte
nelle pareti che dominano la vallata del
fiume Orta, e precisamente quella "de
li Callarelli" e quella in
Contrada Riparo. E' fuori di dubbio
comunque, che una ricognizione
archeologica più meticolosa ed attenta
del territorio si rende quanto mai
necessaria al fine di approfondire la
scarsa documentazione a nostra
conoscenza.
In epoca romana la maggiore città dei
Marruccini era Teate (oggi Chieti), ma
di notevole rilevanza erano anche altre
cittadine tra le quali
Interpromium.
Molti studiosi, tra i quali Vincenzo
Zecca, concordano nel collocare tale
cittadina nel tenimento di San
Valentino. Altri (De Petra e Calore),
collocarono nella painura di Casauria la
città di Interpromio, mentre nel
tenimento di San Valentino localizzarono
un'altra cittadina e precisamente
Ceio,
come risulta anche dalla alpide
rinvenuta in contrada Solcano recante
l'iscrizione
"Pagi
Ceiani Aqua".
Un periodo importante per la storia di
San Valentino è quello che va del 591 al
637 perchè in questo lasso di tempo
durante la dominazione Longobarda si
colloca, come viene testimoniato dagli
"Atti di
San Valentino e Damiano",
la scoperta del corpo dei Santi.
Ci avviciniamo così al momento
fondamentale per il futuro destino del
territorio sanvalentinese che vide come
momento finale, nel XI secolo, la
formazione del castello nella parte più
alta del territorio stesso. E' in questo
ambito che si coloca nel 1006 l'atto con
il quale l'abate di Casauria Giselberto
fece una permuta di terreni con
Senebaldo, Scifredo e Guido, fratelli e
figli del fu Lupone. Questi ricevettero
terreni dall'abazia di Casauria siti nel
territorio teatino nella località
Zappino; terreni nel quale si trovava un
poggio per costruire un castello.
Anche se sin dalla fondazione il
castello di San Valentino (all'inizio
chiamato
Castel di
Pietra")
era in mano laica, esso rimase sempre
sotto il diretto controllo dell'abbazia
di San Clemente a Casauria dalla quale
non riuscì a distaccarsi se non dopo
l'arrivo dei Normanni che occuparono il
castello tra il 1075 e la fine del 1078,
anno in cui il castello era già di
proprietà di Trogisio, un nobile soldato
Normanno.
Fu proprio Trogisio che fece trasportare
i corpi dei Santi all'interno del
castello che da allora cambiòda Castel
di Pietra a San Valentino.
Ul altro momento importante per la
storia del paese si ebbe intorno al 1337
quando Roberto D'Angiò nominò Conte di
San Valentino
Corrado D'Acquaviva
di Atri
che divenne così il primo Conte di San
Valentino e con il quale iniziò la
storia del Contado del paese.
Gli Acquaviva tennero il paese fino al
1442 quando gli Aragonesi successero
agli Agioini. Nel 1479 il Re Ferdinando
I D'Aragona concesse la contea di San
Valentino a Giovanni Luigi Fieschi,
appartenente ad una nobile famiglia
genovese.
Nel 1487 il contado passò a Don
Organtino Ursino e dal figlio di questi
Francesco Ursino fu venduto a
Don Giacomo
Dè Frigi Della Tolfa
con strumento di compera del 25
Settembre 1507.
Questo passaggio è tutora testimoniato
dalla
lapide
murata nell'atrio del castello.
Il 3 Febbrario 1583 il ducato di San
Valentino fu acquistato da
Margherita
d'Austria
per 66.000 ducati e da alora il paese
entrò a far parte degli Stati Farnesiani
e vi rimasse fino al 1732 quando questi
passarono a Carlo III di Borbone. San
Valentino fu così inglobato nel Regno
delle Due Sicilie fino al 17 Marzo 1861
data in cui venne proclamato
ufficialmente il Regno D'Italia.
Nei primi anni del '900 il paese contava
4900 abitanti ed era capoluogo di
mandamento della provincia di Chieti.
Aveva un ufficio postale e telegrafico.
La stazione ferroviaria, situata nella
contrada di Scafa, era collegata al
centro del paese con una carrozza
postale che raggiungeva i due centri in
un'ora. Il territorio veniva descritto
come molto ferace in olio, uva, frutta,
grani e gelsi e presentava boschi e
pascoli. Era molto diffuso l'allevamento
dei bachi da seta.
Il 2 Giugno 1927, in pieno regime
fascita, si ebbe il passaggio di San
Valentino della provincia di Chieti e
quella nuova di Pescara, fatta istituire
da Giacomo Acerbo, coadiuvato dal
prestigio morale di Gabriele D'Annunzio.
In quell'anno il paese contava 6228
abitanti.
Dopo pochi anni, purtropèpo, anche San
Valentino, come del resto tutta la
regione, dovrà pagare a duro prezzo
l'entrata in guerra dell'Italia. Ad
avere la peggio fu soprattuto la borgata
di Scafa, più volte bombardata dalla
flotta aerea alleata.
Alla fine della guerra molte famiglie
presero la via dell'emigrazione, ma
mentre in precedenza questa era diretta
soprattutto verso i Paesi oltreoceanici
(Argentina, Canada, Stati Uniti), nel
primo dopoguerra ci fu un forte flusso
verso i Paesi Europei (Francia, Belgio,
Svizzera, Germania...) e verso altre
regioni italiane (Lazio, Lombardia,
Toscana...).
E' questo del progresso spopolamento il
problema con il quale San Valentino si è
dovuto confrontare dal dopoguerra fino
ai giorni nostri: per rendere l'idea di
quanto grave sia stato il fenomeno,
basti pensare che si è passati dai quasi
10000 abitanti attestati prima della
Seconda Guerra Mondiale ai meno dei 2000
di oggi.

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