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Comune di San Valentino in Abruzzo Citeriore

 

 

 

 

Informazioni di base

Regione: Abruzzo Capoluogo: Pescara
C.A.P. 65020 Codice catastale: I376
Popolazione residente: 1.959 Numero di famiglie: 715
Denominazione degli abitanti: sanvalentinesi Comunità Montana: Maiella e Morrone

 

Cenni storici

Il territorio di San Valentino ha subito, nel tempo, notevoli cambiamenti che hanno comportato un massiccio spostamento di popolazione e di interessi durante i secoli.
La storia di San Valentino comincia da molto lontano se si deve, prestare la necessaria attenzione alle pitture preistoriche rinvenute nelle due grotte nelle pareti che dominano la vallata del fiume Orta, e precisamente quella "de li Callarelli" e quella in Contrada Riparo. E' fuori di dubbio comunque, che una ricognizione archeologica più meticolosa ed attenta del territorio si rende quanto mai necessaria al fine di approfondire la scarsa documentazione a nostra conoscenza.
In epoca romana la maggiore città dei Marruccini era Teate (oggi Chieti), ma di notevole rilevanza erano anche altre cittadine tra le quali Interpromium. Molti studiosi, tra i quali Vincenzo Zecca, concordano nel collocare tale cittadina nel tenimento di San Valentino. Altri (De Petra e Calore), collocarono nella painura di Casauria la città di Interpromio, mentre nel tenimento di San Valentino localizzarono un'altra cittadina e precisamente Ceio, come risulta anche dalla alpide rinvenuta in contrada Solcano recante l'iscrizione "Pagi Ceiani Aqua".
Un periodo importante per la storia di San Valentino è quello che va del 591 al 637 perchè in questo lasso di tempo durante la dominazione Longobarda si colloca, come viene testimoniato dagli "Atti di San Valentino e Damiano", la scoperta del corpo dei Santi.
Ci avviciniamo così al momento fondamentale per il futuro destino del territorio sanvalentinese che vide come momento finale, nel XI secolo, la formazione del castello nella parte più alta del territorio stesso. E' in questo ambito che si coloca nel 1006 l'atto con il quale l'abate di Casauria Giselberto fece una permuta di terreni con Senebaldo, Scifredo e Guido, fratelli e figli del fu Lupone. Questi ricevettero terreni dall'abazia di Casauria siti nel territorio teatino nella località Zappino; terreni nel quale si trovava un poggio per costruire un castello.
Anche se sin dalla fondazione il castello di San Valentino (all'inizio chiamato Castel di Pietra") era in mano laica, esso rimase sempre sotto il diretto controllo dell'abbazia di San Clemente a Casauria dalla quale non riuscì a distaccarsi se non dopo l'arrivo dei Normanni che occuparono il castello tra il 1075 e la fine del 1078, anno in cui il castello era già di proprietà di Trogisio, un nobile soldato Normanno.
Fu proprio Trogisio che fece trasportare i corpi dei Santi all'interno del castello che da allora cambiòda Castel di Pietra a San Valentino.
Ul altro momento importante per la storia del paese si ebbe intorno al 1337 quando Roberto D'Angiò nominò Conte di San Valentino Corrado D'Acquaviva di Atri che divenne così il primo Conte di San Valentino e con il quale iniziò la storia del Contado del paese.
Gli Acquaviva tennero il paese fino al 1442 quando gli Aragonesi successero agli Agioini. Nel 1479 il Re Ferdinando I D'Aragona concesse la contea di San Valentino a Giovanni Luigi Fieschi, appartenente ad una nobile famiglia genovese.
Nel 1487 il contado passò a Don Organtino Ursino e dal figlio di questi Francesco Ursino fu venduto a Don Giacomo Dè Frigi Della Tolfa con strumento di compera del 25 Settembre 1507.
Questo passaggio è tutora testimoniato dalla lapide murata nell'atrio del castello.
Il 3 Febbrario 1583 il ducato di San Valentino fu acquistato da Margherita d'Austria per 66.000 ducati e da alora il paese entrò a far parte degli Stati Farnesiani e vi rimasse fino al 1732 quando questi passarono a Carlo III di Borbone. San Valentino fu così inglobato nel Regno delle Due Sicilie fino al 17 Marzo 1861 data in cui venne proclamato ufficialmente il Regno D'Italia.
Nei primi anni del '900 il paese contava 4900 abitanti ed era capoluogo di mandamento della provincia di Chieti. Aveva un ufficio postale e telegrafico. La stazione ferroviaria, situata nella contrada di Scafa, era collegata al centro del paese con una carrozza postale che raggiungeva i due centri in un'ora. Il territorio veniva descritto come molto ferace in olio, uva, frutta, grani e gelsi e presentava boschi e pascoli. Era molto diffuso l'allevamento dei bachi da seta.
Il 2 Giugno 1927, in pieno regime fascita, si ebbe il passaggio di San Valentino della provincia di Chieti e quella nuova di Pescara, fatta istituire da Giacomo Acerbo, coadiuvato dal prestigio morale di Gabriele D'Annunzio. In quell'anno il paese contava 6228 abitanti.
Dopo pochi anni, purtropèpo, anche San Valentino, come del resto tutta la regione, dovrà pagare a duro prezzo l'entrata in guerra dell'Italia. Ad avere la peggio fu soprattuto la borgata di Scafa, più volte bombardata dalla flotta aerea alleata.
Alla fine della guerra molte famiglie presero la via dell'emigrazione, ma mentre in precedenza questa era diretta soprattutto verso i Paesi oltreoceanici (Argentina, Canada, Stati Uniti), nel primo dopoguerra ci fu un forte flusso verso i Paesi Europei (Francia, Belgio, Svizzera, Germania...) e verso altre regioni italiane (Lazio, Lombardia, Toscana...).
E' questo del progresso spopolamento il problema con il quale San Valentino si è dovuto confrontare dal dopoguerra fino ai giorni nostri: per rendere l'idea di quanto grave sia stato il fenomeno, basti pensare che si è passati dai quasi 10000 abitanti attestati prima della Seconda Guerra Mondiale ai meno dei 2000 di oggi.

 

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