|
Terra
di pastori e di eremiti, è
arroccato su uno sperone
triangolare che avanza tra le
acque dei torrenti Lavino e
Lannella, e presenta tutti i
caratteri del piccolo centro di
mezza montagna: case a due
piani, allineate a schiera lungo
strade strette che partono dalla
piazza turrita, punto
fortificato dell'insediamento
antico. La sua fama è oggi
legata alle arrampicate su
roccia e per l'essere la base di
escursioni a piedi e in mountain
bike nel cuore della montagna
della Maiella. I punti di
interesse stanno tutti nei
dintorni, costellati di eremi e
di capanne di pietra per il
ricovero delle greggi. Queste
hanno una caratteristica forma a
cono e solitamente dispongono di
un solo accesso. Lo spazio
interno è strutturato in una
sala lungo le cui pareti sono
ricavati giacigli e nicchie per
attrezzi da lavoro e derrate
alimentari; nel caso la capanna
sia divisa in altezza da un
impiantito di legno, nella parte
superiore si aprono alcune
finestre. Nello spiazzo
recintato che le circonda
vengono svolti i lavori di tosa,
mungitura e preparazione del
formaggio. Nello stazzo di Colle
di Civita (a sud - est
dell'abitato verso la Maielletta),
le capanne raggruppate per
numero e dimensioni - queste
ultime dipendenti dall'uso
specifico cui sono destinate -
costituiscono un complesso
articolato che può ospitare un
notevole numero di capi di
bestiame e alcune decine di
pastori.
LE
CAPANNE DI PIETRA A SECCO
Le capanne di pietra a secco,
edificate secondo la tipologia
del tholos, diffusissima in
tutto il bacino del Mediterraneo
fin dalla preistoria, in pietra
calcarea bianca, punteggiano
tutta questa zona della Majella:
a forma di cono, con massi che
si sovrappongono in cerchi via
via più stretti e, solitamente,
dotati di un solo ingresso.
Erano i ricoveri dei pastori,
edificati ed usati fino a pochi
decenni fa, quando, durante le
stagioni estive, trascorrevano
diversi giorni sui pascoli con
il gregge senza tornare in
paese. In località Colle della
Civita è stato ricostruito un
bel complesso di capanne a
tholos che fa comprendere bene
quale fosse l'imponenza e
l'estensione di queste
costruzioni.
L'EREMO DI SAN BARTOLOMEO IN
LEGIO
L'eremo fu scelto da Pietro da
Morrone, alla ricerca di un
luogo ancora più solitario di
santo Spirito a Majella. l'eremo
è stato edificato sotto un tetto
di roccia in un punto del
vallone di Santo Spirito molto
impervio e difficoltoso da
raggiungere. Il luogo fu sempre
abitato dall'uomo, come
testimoniano pitture rupestri ed
un'industria lititca preistorica
nelle immediate vicinanze
dell'eremo. La costruzione
risale al X sec. e fu
ristrutturata nel 1250 da Pietro
Angeleri, che vi dimorò dal 1274
al 1276. Una piccola scala,
scavata nella roccia, immette
nella chiesetta di San
Bartolomeo, attraverso la quale
si accede ai vani retrostanti.
La duecentesca statua lignea di
San Bartolomeo, custodita in una
nicchia sopra l'altare, il 25
agosto, giorno della festa del
santo, viene portata in
processione a Roccamorice: qui
resta fino al 9 settembre, per
le ferie del santo.
|