Cittadina di
antichi fasti, è immersa in uno scenario
di grande luce di cui è protagonista la
montagna del Morrone.
Di origini antiche, prese forma,
nell'assetto urbano che ancora la
contraddistingue, nel XIII secolo,
quando la sua posizione centrale
rispetto alle valli del Pescara e del
fiume Gizio ne fece un punto nodale
nella cosiddetta via della Lana che,
passando per L'Aquila, congiungeva
Firenze a Napoli. Con l'arrivo dei
Cantelmon Pòpoli conquistò, rispetto ai
centri vicini, una condizione di
prestigio che espresse con costruzioni
civili e religiose; del resto la
famiglia, che vantava favolose
discendenze dai re di Scozia, fu una
delle più nobili e potenti del regno di
Napoli, alla cui corte mantenne una
posizione di prestigio anche quando la
sua inclinazione a parteggiare più per
gli angioini che per i durazzeschi le
procurò qualche disagio. Ancora oggi la
cittadina è rinomata, oltre che per
l'aver dato i natali a Corradino
D'Ascanio inventore dell'elicottero e
della mitica Vespa, per la cucina a base
di spaghetti al sugo di gamberi di fiume
e per le trote al cartoccio; questi
piatti danno vita, il 15 agosto, a
un'animata sagra culinaria, che si
accompagna alla ormai classica corsa
automobilistica delle Svolte.
RISERVA
NATURALE DELLE SORGENTI DEL PESCARA
Ai piedi del colle che prende il nome
dal fiume, ad un passo dal centro urbano
di Popoli, sgorgano dal sottosuolo le
acque del fiume Pescara. L'acqua,
proveniente dal bacino di campo
Imperatore, si incanala per un percorso
di trenta chilometri sotterranei e
riaffiora da più di sessanta risorgive,
dalle quali fuoriescono oltre 7000 litri
d'acqua al secondo. Nelle limpide acque
correnti vivono la trota fario, la
tinca, lo spinarello, la lampreda ed il
gambero di fiume. La qualità delle acque
minerali e delle sorgenti sulfuree di
Popoli è stata celebre fin dall'età
romana.

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