E'
situato in zona collinosa fra le vallate
dei fiumi Pescara e Nora in bella
posizione
panoramica. II paese sorge su una
collina a 301 metri s.l.m. delimitato
dal corso del torrente Nora a Nord e del
torrente Cigno a Sud e dista km 28 da
Pescara.
Le fanno da contorno le vette della
MAJELLA del MORRONE e del GRAN SASSO che
offrono al visitatore stupendi panorami.
Gli abitanti residenti sono circa 1600
suddivisi tra il paese e le diverse
contrade: Casali, Fonteschiavo,
Collemaggio, Collina e Prato S. Lorenzo.
Nel suo stemma appare una noce, e il
toponimo del paese, le cui origini sono
oscure, potrebbe derivare da Noccius.
Nell'agro circostante siano stati
ritrovati oggetti pre-romani e romani,
la zona appare in documenti casauriensi
del IX secolo, sempre senza alcuna
citazione esplicita del paese. Dagli
scavi eseguiti nei dintorni del centro
abitato, sono affiorati parecchi ruderi
di costruzioni romane e numerosi oggetti
antichi come armi, anfore e sarcofaghi.
Nel 1994, sono affiorati resti di una
villa di epoca romana con pavimenti
a mosaico, che legano le origini di
Nocciano all'esistenza nel luogo di
un'antica citta' romana detta
Follonica.
L'antica chiesa di
S. Lorenzo Martire, presumibilmente
costruita sui resti di un antico tempio
pagano, lungamente abbandonata e
semidistruita, ora in corso di
ristrutturazione, mostra evidenti segni
della sua origine romanica.
La chiesa francescana di
S. Antonio di Padova, con facciata
classicheggiante, conserva un pregevole
coro ligneo settecentesco ed un
pulpito di Modesto Salvini di
Orsogna. Nei pressi della chiesa, sul
lato sinistro l'ex convento trasformato
in Palazzo Mapei, che conserva la
cisterna dell'antico chiostro
dell'originaria struttura ed alcuni
ambienti caratteristici.
Antiche sono anche la chiese della
Madonna delle Grazie, San Rocco e
San Vittorino. La chiesa della Madonna
delle Grazie, si trova in C.da casali,
sulla strada che dal paese,
fiancheggiando il campo sportivo porta a
Collina. È di stile romanico ed il tetto
è a capriata a due falde, con affreschi
del XIV - XV secolo. A poca distanza, si
conserva ancora la fonte di Mezzalibbra.
La chiesa di San Rocco, sita sulla
strada per in Via S. Rocco, strada per
il campo sportivo, è molto piccola e vi
si conserva una tela raffigurante S.
Rocco.
La cappella di San Vittorino, sita sul
lato sinistro della provinciale che
porta al paese, all'incrocio con la
strada comunale che porta alla chiesa
della Madonna delle Grazie. Di questa
cappella si ha notizia sin dal 1328.
Invece, la chiesa di
S. Biagio e quella in Madonna del
Piano (
San Donato), di cui si conserva solo
documentazione storica, sono state
abbattute. La prima si trovava nel
centro storico, in una posizione più
alta rispetto ai fabbricati limitrofi, è
stata demolita intorno agli anni '60.
All'interno, cinque medaglioni in stucco
dipinto, spostati poi nella chiesa della
Madonna delle Grazie, raffiguravano la
Donna la pozzo ( la Lamaritana e Gesù )
e l'Annunciazione. La tela della madonna
del Rosario del XIII secolo si trova
invece nella Chiesa di S. Antonio. La
chiesa della Madonna del Piano, la cui
costruzione, secondo le caratteristiche
risale al XIV - XV secolo, infatti sul
portale vi era la data " 1622 " fu
demolita intorno agli anni '60. Si
trovava nelle immediate vicinanze del
castello, dove ora c'è la casa canonica.
L'antico Castello medioevale con il
torrione con base a scarpata,
acquistato e ristrutturato dalla
amministrazione comunale, ospita un
Museo d'Arte. Dal 1997 è sede di un
centro di formazione professionale per
la pubblica amministrazione diretto
dalla Provincia.
Nell'archivio comunale si conservano i
documenti di un antico
Monte frumentario,
assorbito nel 1927 da un istituto di
credito.
L'economia locale si basa
prevalentemente sull'agricoltura
specializzata; ottimo il vino ottenuto
da vitigni Montepulciano D'Abruzzo
D.o.c. e Trebbiano D'Abruzzo
D.o.c.. Rilevante è la produzione di
Olio Extra Vergine di oliva ottenuto dal
ceppo indigeno Dritta. Altro
prodotto locale famoso è la rinomata
porchetta fatta di giovane porco al
forno.
Negli ultimi anni si sono sviluppati
insediamenti artigianali ed industriali
tessili e meccanici.
La
tradizione abruzzese ha radici lontane,
tanto da meritare citazioni da parte di
Polibio, Marziale, Plinio il Vecchio e
Columella, che narrarono i vini della
valle Peligna. Grazie al notevole
incremento della superficie vitata
avvenuta a cavallo tra gli anni 50 e '60
del XX secolo, la produzione nella
provincia di Pescara si distingue per
resa, cui corrisponde un notevole
livello qualitativo. Dalla fascia
costiera adriatica si attraversano basse
e aggraziate colline dove le
coltivazioni, con sistemi a filare e a
tendone, interessano sia vitigni
tradizionali sia varietà non autoctone
quali Chardonnay, Cabernet Sauvignon,
Malbec e Pinot nero che da queste parti
hanno trovato una buona situazione
climatica.
Più verso l'interno si è nella zona dei
due tradizionali vini DOC (il
Montepulciano d'Abruzzo e il Trebbiano
d'Abruzzo) dove la vite abbonda sui
fertili terreni argilloso calcarei e
gode di un'ideale escursione termica
notturna. Tra Nocciano e paesi limitrofi
la vite è parte integrante del paese
saggio con declivi ricchi di
coltivazioni a tendone e a filare.
Questi luoghi sono di elevata vocazione
per la coltivazione di uve
Montepulciano.
La coltivazione dell'ulivo si alterna,
si intreccia e talvolta è preminente
rispetto a quello viticolo perché la
pianta sacra ad Atena è nella tradizione
agricola di queste zone. L'intera
provincia di Pescara è nota per la
qualità sopraffina delle produzioni
olearie, in gran parte extravergine dal
sapore fruttato : da nord-est a
sud-ovest, dal mare all'alta collina, è
un susseguirsi di uliveti, con piante
sia distanti tra loro, secondo l'antica
coltivazione influenzata dalla
mezzadria, sia più fitte, secondo una
coltura intensiva più specializzata.
Le varietà locali sono il "leccino"
(ulivo dalla chioma più folta) e la
"dritta" ( la pianta ha un portamento
più espanso). Quest'ultima, frequente
nella zona litoranea, prevale nel
vocatissimo comprensorio vestino, le cui
produzioni ricadono sotto la
denominazione di origine protetta ( DOP)
Aprutino-Pescarese; comprende i comuni
di Cappelle sul Tavo, Penne, Moscufo,
Collecorvino, Loreto Aprutino, Pianella,
Cepagatti, Catignano, Nocciano e
Rosciano. Altra zona è l'alto Pescarese,
dove nei comuni di Tocco da Casàuria e
Castiglione a Casàuria viene coltivata
la varietà che prende il nome di
toccolana, dalla forma più
assurgente, dall'elevata resa in olio e
dal sapore più rustico.

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