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Comune di Nocciano

 

 

 

 

Informazioni di base

Regione: Abruzzo Capoluogo: Pescara
C.A.P. 65010 Codice catastale: F908
Popolazione residente: 1.671 Numero di famiglie: 564
Denominazione degli abitanti: noccianesi Comunità Montana:

 

Cenni storici

E' situato in zona collinosa fra le vallate dei fiumi Pescara e Nora in bella posizione panoramica. II paese sorge su una collina a 301 metri s.l.m. delimitato dal corso del torrente Nora a Nord e del torrente Cigno a Sud e dista km 28 da Pescara.
Le fanno da contorno le vette della MAJELLA del MORRONE e del GRAN SASSO che offrono al visitatore stupendi panorami. Gli abitanti residenti sono circa 1600 suddivisi tra il paese e le diverse contrade: Casali, Fonteschiavo, Collemaggio, Collina e Prato S. Lorenzo.
Nel suo stemma appare una noce, e il toponimo del paese, le cui origini sono oscure, potrebbe derivare da Noccius. Nell'agro circostante siano stati ritrovati oggetti pre-romani e romani, la zona appare in documenti casauriensi del IX secolo, sempre senza alcuna citazione esplicita del paese. Dagli scavi eseguiti nei dintorni del centro abitato, sono affiorati parecchi ruderi di costruzioni romane e numerosi oggetti antichi come armi, anfore e sarcofaghi. Nel 1994, sono affiorati resti di una
villa di epoca romana con pavimenti a mosaico, che legano le origini di Nocciano all'esistenza nel luogo di un'antica citta' romana detta Follonica.
L'antica chiesa di
S. Lorenzo Martire, presumibilmente costruita sui resti di un antico tempio pagano, lungamente abbandonata e semidistruita, ora in corso di ristrutturazione, mostra evidenti segni della sua origine romanica.
La chiesa francescana di
S. Antonio di Padova, con facciata classicheggiante, conserva un pregevole coro ligneo settecentesco ed un pulpito di Modesto Salvini di Orsogna. Nei pressi della chiesa, sul lato sinistro l'ex convento trasformato in Palazzo Mapei, che conserva la cisterna dell'antico chiostro dell'originaria struttura ed alcuni ambienti caratteristici.
Antiche sono anche la chiese della
Madonna delle Grazie, San Rocco e San Vittorino. La chiesa della Madonna delle Grazie, si trova in C.da casali, sulla strada che dal paese, fiancheggiando il campo sportivo porta a Collina. È di stile romanico ed il tetto è a capriata a due falde, con affreschi del XIV - XV secolo. A poca distanza, si conserva ancora la fonte di Mezzalibbra.
La chiesa di San Rocco, sita sulla strada per in Via S. Rocco, strada per il campo sportivo, è molto piccola e vi si conserva una tela raffigurante S. Rocco.
La cappella di San Vittorino, sita sul lato sinistro della provinciale che porta al paese, all'incrocio con la strada comunale che porta alla chiesa della Madonna delle Grazie. Di questa cappella si ha notizia sin dal 1328.
Invece, la chiesa di
S. Biagio e quella in Madonna del Piano ( San Donato), di cui si conserva solo documentazione storica, sono state abbattute. La prima si trovava nel centro storico, in una posizione più alta rispetto ai fabbricati limitrofi, è stata demolita intorno agli anni '60. All'interno, cinque medaglioni in stucco dipinto, spostati poi nella chiesa della Madonna delle Grazie, raffiguravano la Donna la pozzo ( la Lamaritana e Gesù ) e l'Annunciazione. La tela della madonna del Rosario del XIII secolo si trova invece nella Chiesa di S. Antonio. La chiesa della Madonna del Piano, la cui costruzione, secondo le caratteristiche risale al XIV - XV secolo, infatti sul portale vi era la data " 1622 " fu demolita intorno agli anni '60. Si trovava nelle immediate vicinanze del castello, dove ora c'è la casa canonica.
L'antico Castello medioevale con il
torrione con base a scarpata, acquistato e ristrutturato dalla amministrazione comunale, ospita un Museo d'Arte. Dal 1997 è sede di un centro di formazione professionale per la pubblica amministrazione diretto dalla Provincia. Al centro del paese troviamo l'antico Palazzo degli Aliprandi che, pur spogliato degli antichi splendori, offre linee architettoniche di buon pregio ed affreschi del XIV secolo e il baronale Palazzo Gasbarri in stile barocco.
Nell'archivio comunale si conservano i documenti di un antico
Monte frumentario, assorbito nel 1927 da un istituto di credito.
L'economia locale si basa prevalentemente sull'agricoltura specializzata; ottimo il vino ottenuto da vitigni Montepulciano D'Abruzzo D.o.c. e Trebbiano D'Abruzzo D.o.c.. Rilevante è la produzione di Olio Extra Vergine di oliva ottenuto dal ceppo indigeno Dritta. Altro prodotto locale famoso è la rinomata porchetta fatta di giovane porco al forno.
Negli ultimi anni si sono sviluppati insediamenti artigianali ed industriali tessili e meccanici.
La tradizione abruzzese ha radici lontane, tanto da meritare citazioni da parte di Polibio, Marziale, Plinio il Vecchio e Columella, che narrarono i vini della valle Peligna. Grazie al notevole incremento della superficie vitata avvenuta a cavallo tra gli anni 50 e '60 del XX secolo, la produzione nella provincia di Pescara si distingue per resa, cui corrisponde un notevole livello qualitativo. Dalla fascia costiera adriatica si attraversano basse e aggraziate colline dove le coltivazioni, con sistemi a filare e a tendone, interessano sia vitigni tradizionali sia varietà non autoctone quali Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Malbec e Pinot nero che da queste parti hanno trovato una buona situazione climatica.
Più verso l'interno si è nella zona dei due tradizionali vini DOC (il Montepulciano d'Abruzzo e il Trebbiano d'Abruzzo) dove la vite abbonda sui fertili terreni argilloso calcarei e gode di un'ideale escursione termica notturna. Tra Nocciano e paesi limitrofi la vite è parte integrante del paese saggio con declivi ricchi di coltivazioni a tendone e a filare. Questi luoghi sono di elevata vocazione per la coltivazione di uve Montepulciano.
La coltivazione dell'ulivo si alterna, si intreccia e talvolta è preminente rispetto a quello viticolo perché la pianta sacra ad Atena è nella tradizione agricola di queste zone. L'intera provincia di Pescara è nota per la qualità sopraffina delle produzioni olearie, in gran parte extravergine dal sapore fruttato : da nord-est a sud-ovest, dal mare all'alta collina, è un susseguirsi di uliveti, con piante sia distanti tra loro, secondo l'antica coltivazione influenzata dalla mezzadria, sia più fitte, secondo una coltura intensiva più specializzata.
Le varietà locali sono il "leccino" (ulivo dalla chioma più folta) e la "dritta" ( la pianta ha un portamento più espanso). Quest'ultima, frequente nella zona litoranea, prevale nel vocatissimo comprensorio vestino, le cui produzioni ricadono sotto la denominazione di origine protetta ( DOP) Aprutino-Pescarese; comprende i comuni di Cappelle sul Tavo, Penne, Moscufo, Collecorvino, Loreto Aprutino, Pianella, Cepagatti, Catignano, Nocciano e Rosciano. Altra zona è l'alto Pescarese, dove nei comuni di Tocco da Casàuria e Castiglione a Casàuria viene coltivata la varietà che prende il nome di toccolana, dalla forma più assurgente, dall'elevata resa in olio e dal sapore più rustico.

 

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