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REGIONE ABRUZZO
| Comune di Cugnoli |
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Informazioni di base |
| Regione: Abruzzo |
Capoluogo: Pescara |
| C.A.P. 65020 |
Codice catastale: D201 |
| Popolazione residente: 1.666 |
Numero di famiglie: 621 |
| Denominazione degli abitanti: cugnolesi |
Comunitą Montana: |
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Anche
in tempi migliori, il paese non deve aver avuto un aspetto molto diverso
da quello che attualmente lo connota: un borgo fortificato chiuso da
case-mura in pietra locale. Un assetto urbano semplice e decoroso, che
si stringe intorno alla facciata tardomanierista di S. Stefano. E' qui
che si trova uno dei capolavori della scultura romanica: l'ambone di
Nicodemo, qui posizionato nel 1582 dal complesso benedettino di S.
Pietro che era distrutto gią nel basso medioevo. In sede di
ricomposizione ha perduto parecchi pezzi: il parapetto della scala
d'accesso, sul quale quasi sicuramente era incisa la firma dell'autore;
almeno due dei pilastrini di sostegno, qualche elemento decorativo.
Realizzato nel 1166 per Rainaldo abate di Montecassino (iscrizione in
grandi onciali su uno dei pannelli del parapetto), ripete - con poche e
insignificanti variazioni - lo schema stilistico e tematico gią espresso
dall'artista nell'esemplare di S.Maria del Lago a Moscufo.
L'AMBONE DI NICODEMO
L'ambone del maestro Nicodemo fu realizzato nel 1166 per Rainaldo, abate
di Montecassimo, come testimonia l'iscrizione in grandi onciali su uno
dei parapetti, da cui si evince anche il nome dell'autore. Fu trasferito
nella parrocchiale di Santo Stefano nel 1585, dal complesso benedettino
di San Pietro, dove era collocato. Pur mancando alcune parti, l'insieme
č ancora di forte effetto. Lo schema stilistico e tematico del monumento
č lo stesso espresso dall'artista nell'esemplare di Santa Maria del Lago
a Moscufo. Nella parte anteriore, nel lettorino semicircolare, l'angelo
simbolo di San Luca, sorregge il leggio; gli angoli, colonnine tortili e
ottagonali. Nelle altre facce le decorazioni scultoree riprendono scene
tratte dal Vangelo e dall'Antico testamento, oltre a ritrarre mostri dei
bestiari medievali. La cassa poggia su archivolti ad arco a tutto sesto;
la policromia dello stucco č ormai svanita, ma i rilievi conservano
ancora il tocco impresso dallo scultore.
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