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Ai piedi del Monte
Cona, sulla via Salaria che congiungeva Forca di Penne con Atri,
nei pressi della confluenza del torrente Schiavone con il
torrente Festina nasceva un piccolo borgo,
Civitella Casanova. Incerte sono le
sue origini: nel piano di San Benedetto sono stati ritrovati
reperti romani ed è venuto alla luce un tratto dell’acquedotto
sotterraneo. Sembra infatti che in questa zona sorgesse Cutina,
l’antica citta’ dei Vestini in conflitto nel 325 a.C. col
Console Giunio Bruto Sceva, ma, tranne la testimonianza di Livio,
nessun altro storico latino ne parla. Il nome di Civitella
compare per la prima volta nella “Chronica S. Monasterii
Casinensis”. Civitella Casanova, per un periodo, si chiamò
Civitella dell’Abbadia, da una
Abbazia dei benedettini che vi
sorgeva, fondata nel 1191 da Margherita, madre di Bernardo II,
Conte di Loreto e Conversano. Il monastero secondo uno storico,
nel momento di maggior prosperità arrivò ad ospitare più di 500
frati, molti dei quali dediti agli studi umanistici, alla
trascrizione dei testi ed alla miniatura dei codici. Grande
miniatore fu Erimondo, monaco benedettino nato a Civitella
Casanova, Abate a
San Bartolomeo di Carpineto dal 1046
al 1074; morì al convento di Villa Celiera. I suoi codici furono
portati a Milano nel 600 da Federigo Borromeo, arcivescovo di
Milano, Abate Commendatario all’Abbazia che governò dal 1591
alla sua morte nel 1631.Lo splendore del Cenobio durò per circa
sette secoli e tale fu la sua potenza da annoverare tra le
numerose proprietà terriere anche quella delle isole Tremiti.
Sopravvennero poi il declino e la distruzione: del monastero
restano oggi soltanto pochi ruderi che possono rievocare
l’antica ricchezza. Nel passato, quindi, il paese si è
sviluppato con una certa tranquillità vivendo all’ombra
dell’Abbazia, rispettando le indicazioni statutarie dei padri
cistercensi. Il vero nucleo abitativo dal quale poi si è
sviluppata Civitella Casanova, non sorgeva nei pressi
dell’Abbazia ma su di un piccolo colle situato a qualche Km di
distanza, sul quale si ergeva un castello risalente secondo le
fonti al 1140. Nel 1456 un terremoto fece precipitare a valle
parte del castello del vecchio borgo. Di quel nucleo abitativo
originario, tutt’ora chiamato “terravecchia” rimasero i ruderi
della Badia di San Marco un tempo chiesa parrocchiale,
riducendosi ad una striscia di terra sulla quale nacque il vero
e proprio Borgo che si estese fino agli
archi dell’attuale chiesa madre per
poi in tempi recenti svilupparsi fino a raggiungere le
dimensioni attuali. Nell’età moderna Civitella ha dovuto lottare
non poco per darsi una sua identità e per conquistare una sua
autonomia, specialmente nei confronti dei paesi limitrofi.
L’ascesa sociale ed economica dell’austera cittadina ebbe inizio
a partire dalla metà del Cinquecento, quando con la trascrizione
dei suoi ordinamenti comunali, cessarono le lotte intestine.
Testimonianza della vita amministrativa, si ritrova
nell’archivio comunale, dove si conservano i “Libri del
Parlamento” che vanno dal 1652 al 1720. Oggi il paese,
progredendo in termini economici, sociali e culturali non ha mai
tralasciato quelle che sono le radici storiche del suo passato,
da cui dipendono le caratteristiche del cittadino civitellese. |