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Comune di Civitella Casanova

 

 

 

 

Informazioni di base

Regione: Abruzzo Capoluogo: Pescara
C.A.P. 65010 Codice catastale: C779
Popolazione residente: 2.057 Numero di famiglie: 794
Denominazione degli abitanti: civitellesi Comunità Montana: Vestina

 

Cenni storici

Ai piedi del Monte Cona, sulla via Salaria che congiungeva Forca di Penne con Atri, nei pressi della confluenza del torrente Schiavone con il torrente Festina nasceva un piccolo borgo, Civitella Casanova. Incerte sono le sue origini: nel piano di San Benedetto sono stati ritrovati reperti romani ed è venuto alla luce un tratto dell’acquedotto sotterraneo. Sembra infatti che in questa zona sorgesse Cutina, l’antica citta’ dei Vestini in conflitto nel 325 a.C. col Console Giunio Bruto Sceva, ma, tranne la testimonianza di Livio, nessun altro storico latino ne parla. Il nome di Civitella compare per la prima volta nella “Chronica S. Monasterii Casinensis”. Civitella Casanova, per un periodo, si chiamò Civitella dell’Abbadia, da una Abbazia dei benedettini che vi sorgeva, fondata nel 1191 da Margherita, madre di Bernardo II, Conte di Loreto e Conversano. Il monastero secondo uno storico, nel momento di maggior prosperità arrivò ad ospitare più di 500 frati, molti dei quali dediti agli studi umanistici, alla trascrizione dei testi ed alla miniatura dei codici. Grande miniatore fu Erimondo, monaco benedettino nato a Civitella Casanova, Abate a San Bartolomeo di Carpineto dal 1046 al 1074; morì al convento di Villa Celiera. I suoi codici furono portati a Milano nel 600 da Federigo Borromeo, arcivescovo di Milano, Abate Commendatario all’Abbazia che governò dal 1591 alla sua morte nel 1631.Lo splendore del Cenobio durò per circa sette secoli e tale fu la sua potenza da annoverare tra le numerose proprietà terriere anche quella delle isole Tremiti. Sopravvennero poi il declino e la distruzione: del monastero restano oggi soltanto pochi ruderi che possono rievocare l’antica ricchezza. Nel passato, quindi, il paese si è sviluppato con una certa tranquillità vivendo all’ombra dell’Abbazia, rispettando le indicazioni statutarie dei padri cistercensi. Il vero nucleo abitativo dal quale poi si è sviluppata Civitella Casanova, non sorgeva nei pressi dell’Abbazia ma su di un piccolo colle situato a qualche Km di distanza, sul quale si ergeva un castello risalente secondo le fonti al 1140. Nel 1456 un terremoto fece precipitare a valle parte del castello del vecchio borgo. Di quel nucleo abitativo originario, tutt’ora chiamato “terravecchia” rimasero i ruderi della Badia di San Marco un tempo chiesa parrocchiale, riducendosi ad una striscia di terra sulla quale nacque il vero e proprio Borgo che si estese fino agli archi dell’attuale chiesa madre per poi in tempi recenti svilupparsi fino a raggiungere le dimensioni attuali. Nell’età moderna Civitella ha dovuto lottare non poco per darsi una sua identità e per conquistare una sua autonomia, specialmente nei confronti dei paesi limitrofi. L’ascesa sociale ed economica dell’austera cittadina ebbe inizio a partire dalla metà del Cinquecento, quando con la trascrizione dei suoi ordinamenti comunali, cessarono le lotte intestine. Testimonianza della vita amministrativa, si ritrova nell’archivio comunale, dove si conservano i “Libri del Parlamento” che vanno dal 1652 al 1720. Oggi il paese, progredendo in termini economici, sociali e culturali non ha mai tralasciato quelle che sono le radici storiche del suo passato, da cui dipendono le caratteristiche del cittadino civitellese.

 

 

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