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Provincia di Pescara

 

 

 

Informazioni di base

Regione: Abruzzo Capoluogo: Pescara
Numero comuni: 46 Codice Istat: 068
Popolazione residente: 292.355 Sigla Provincia: PE

 

Pescara è nata  dalla fusione, preceduta da scontri e diatribe, prolungatesi per anni, tra l'antico abitato di Pescara, in provincia di Chieti, e il nuovo centro di Catellamare Adriatico, dipendente da Teramo, scivolata dai colli alla fine del secolo, insieme ad altre contrade dal Tronto al Trigno. E D'Annunzio in una delle pagine delle Novelle della Pescara, ricorda con evidente senso di appartenenza, "l'antica discordia tra Pescara e Castellamare, i due comuni che il bel fiume divide". Le parti nemiche si esercitano assiduamente in offese e rappresaglie, l'una osteggiando con tutte le forze il fiorire dell'altra, racconta ancora lo scrittore, celiando su questa guerra di poveri combattuta "tra i salici e i vimini che bordano la Pescara". Pescara, intanto, subito dopo l'unità e l'annessione al Regno d'Italia, si andava liberando degli ultimi lacerti della Fortezza regia che con Gaeta e Civitella del Tronto, ultima, mantenne sui bastioni le insegne borboniche. Smantellati, a poco a poco, i diaframmi che per secoli l'avevano rinchiusa nel ruolo di riparo di eserciti, Pescara sceglie il suo futuro approvando un piano urbanistico sintomatico di un preciso movimento di espansione. 
Aperte grosse brecce nelle muraglie a mattoni della Fortezza, si tracciano larghe direttrici di raccordo con l'interno e il capoluogo (Chieti), si prevede la sospirata stazione ferroviaria, si agevola la costruzione di fabbricati e di pubblici esercizi, quali lo stabilimento balneare, disteso sulle dune a fianco della foce del fiume, nella vasta zona appena sufficientemente bonificata, non troppo lontano dalla Palata, l'ampio territorio depressionario che un tempo aveva ospitato uno dei bracci del fiume; ridotto ad un lago costiero, paludoso e senza un giusto regime, fu fatto colmare dai Borboni e piantare, poi a pineta. L'odierna pineta d'Avalos che rappresenta un forte elemento caratterizzante della città. La città di Pescara aveva imboccato la direttrice dell'espansione urbanistica e il vicus, forse fondato dai Pelasgi, godeva di una collocazione strategica, favorita dal mare, dal fiume, e dalla confluenza delle principali strade romane. Un'epigrafe ricorda il restauro del porto curato da Tiberio e una lapide testimonia ad Ostia Aterni, tale il nome della città romana, l'esistenza di un collegio di Iside: forse sull'arx del Rampigna che in dolce declivio domina il fiume. Antiche mappe attestano la presenza, alla foce, di un tempio dedicato al dio Mercurio: patrono dei traffici e dei mercanti che affluivano dalle terre marrucine, peligne, frentane, vestine per gli scambi con la costa dalmata: l'Illiria, l'Epiro e l'Acaia, denominazione romana della penisola egea. Alla fine dell'800, Pescara, che in epoca tardo antica aveva assunto il nome di piscaria, forse da quell'insula piscaria formata dal fiume prima della foce, si adoperò per spostare verso l'Adriatico, l'asse di equilibrio della regione. 
Un manifesto-ricordo, stampato nello stabilimento litografico di Cetteo Ciglia, in una dependance di villa Farina, oggi scomparsa, ricorda l'atto ufficioso della nascita della nuova città, Pescara, nata dai due borghi contendenti, e la nuova provincia. L'11 gennaio 1927 la Gazzetta Ufficiale pubblica la legge che così diventa operante.

 

Lista comuni della provincia

 

Abbateggio Alanno Bolognano
Brittoli  Bussi sul Tirino Cappelle sul Tavo
Caramanico Terme Carpineto della Nora Castiglione a Casauria
Catignano Cepagatti Città Sant'Angelo
Civitaquana Civitella Casanova Collecorvino
Corvara Cugnoli Elice
Farindola Lettomanoppello Loreto Aprutino
Manoppello Montebello di Bertona Montesilvano
Moscufo Nocciano Penne
Pescara Pescosansonesco Pianella
Picciano Pietranico Popoli
Roccamorice Rosciano Salle
San Valentino in Abruzzo Citeriore Sant'Eufemia a Maiella Scafa
Serramonacesca Spoltore Tocco da Casauria
Torre De' Passeri Turrivalignani Vicoli
Villa Celiera    

 

 

 
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