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REGIONE ABRUZZO
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Informazioni di base |
| Regione: Abruzzo |
Capoluogo: L'Aquila |
| C.A.P. 67050 |
Codice catastale: G145 |
| Popolazione residente: 1.977 |
Numero di famiglie: 766 |
| Denominazione degli abitanti: Ortucchiesi |
Comunità Montana; Comunità Montana
Valle del Giovenco |
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Cenni storici |
Per ora non possediamo
alcuna prova che il luogo dove oggi sorge il paese di Ortucchio sia
stato abitato nella preistoria, cioè in quel tempo durante il quale
l'uomo ancora non conosceva la scrittura, ma aveva tuttavia una sua
storia. Siamo in grado di conoscere a grandi linee lo svolgersi di
questa storia attraverso i resti rinvenuti nella piana antistante
Ortucchio, dopo che ebbe luogo il prosciugamento del lago ad opera dei
Torlonia, grazie ai reperti archeologici provenienti dagli scavi che
sono stati effettuati, in questi ultimi 25 anni, dall'Istituto di
Antropologia e Paleontologia Umana dell'Università di Pisa, ed alle
interessanti scoperte dell'Archeoclub di Avezzano, di cui sarà fatto
cenno da Umberto Irti.
La conoscenza di questa antica storia è resa possibile dal fatto che
Ortucchio si trova in un paesaggio ben definito geograficamente, dove le
testimonianze sulla presenza del l'uomo sono ampiamente documentate in
grotte ed in stazioni all'aperto, distribuite praticamente in tutto il
territorio del Fucino, a partire da circa 16 mila anni orsono: non
abbiamo perciò motivi per ritenere che proprio la zona dove oggi sorge
l'abitato di Ortucchio sia rimasta avulsa dalla vita umana che, senza
soluzione di continuità, come testimonia la storia della grotta Maritza
(Grifoni et al., 1964), vi si svolse da allora sino all'epoca romana.
Come è ovvio, la diversa distribuzione degli ínsediamenti nel tempo, i
diversi tipi di economia e, quindi, anche il tipo di vita, possono
essere stati, in parte ed in differente grado, condizionati dalle
vicende subìte dal lago del Fucino.
La fascia di detrito di falda a pietrisco che per buon tratto delimita
l'alveo dell'antico lago ci nasconde certamente testimonianze di enorme
importanza per la nostra storia; in questo senso la prova più
significativa è rappresentata dalla grotta Tronci e dal riparo Maurizio
a Venere dei Marsi, che segnano, come vedremo, un capitolo molto
importante di questa storia. Esse furono scoperte nel 1956, dopo che
nella zona venne asportato il detrito di falda per la sistemazione delle
strade nel comprensorio del Fucino.
Comunque, possediamo alcuni punti fermi per poter asserire che, prima
dei diciottomila anni orsono, il livello delle acque del lago, rispetto
alla attuale piana, era più alto di circa 50 metri; infatti, alla base
dei riempimenti della grotta di Ortucchio, della grotta La Punta, della
grotta Maritza, situate a quota 695, troviamo un deposito a ciottoli
formatosi, appunto, ad opera delle acque del lago. Possiamo, pertanto,
con tutta tranquillità, asserire che gli strumenti del musteriano non
vanno cercatí ai margini dell'alveo del lago.
Ciò non toglie che qualche reperto, in giacitura secondaria, si possa
trovare, come in effetti è successo, nelle formazioni alluvionali (Cianciusi,
1980), perché abbiamo la certezza che il territorio della Marsica è
stato frequentato dall'Uomo di Neanderthal. A Collelongo, infatti, è
stata trovata una tipica punta musteriana in tecnica levalloisíana. Le
ricerche dei resti lasciati da questo antico cacciatore vanno, pertanto,
svolte nelle grotte e nei pianori superiori ai 700 metri di quota.
Ritornando al nostro lago, sappiamo che il livello così alto delle sue
acque non è da imputarsi ad un maggiore apporto idrico, come conseguenza
di differenti condizioni climatiche dell'epoca o per il mutare della
rete idrografica superficiale; le acque avevano raggiunto una quota così
elevata perché più alto era il fondo del lago prima che si verificasse,
non dopo i 18 mila anni da oggi, uno sprofondamento di origine
tettonica.
Maurizio, di una spiaggia a ciottoli lacustri sulla quale, unitamente a
focolari, erano presenti strumenti di pietra e resti ossei di animali,
mangiati da cacciatori, circa 16 mila anni orsono, ci dicono che poco
dopo i 18 mila anni, il lago aveva già raggiunto un livello non molto
diverso da quello che ebbe in epoca romana. Non dobbiamo, però, pensare
che per ben 14 millenni il livello delle acque del lago si sia mantenuto
costante. I rinvenimenti archeologici, all'epoca del prosciugamento del
lago, ed i giacimenti scoperti in questi ultimi 25 anni nella piana del
Fucino, sono prova indiscussa di sensibili variazioni del livello delle
acque.
E' fuori dubbio, infatti, che dal neolitico sino all'età del ferro lo
specchio dell'acqua del lago si sia notevolmente ridotto, forse con
periodiche oscillazioni, che per ora non siamo in grado di
precisare. Certamente un innalzamento del livello delle acque del lago
si ebbe con l'età del ferro e molto probabilmente. aumentò in epoca
repubblicana romana, come lasciano pensare i recenti ritrovamenti dell'Archeoclub
di Avezzano nella piana e la situazione esistente nei Grottoni in località i Balzoni,
dove è presente un deposito alluvionale a ciottoli che ricopre uno
strato contenente ceramica precedente l'età romana. Da quell'epoca in
poi il dosso sul quale sorge l'attuale abitato di Ortucchio era in gran
parte circondato dalle acque. |
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