Al centro della Valle Roveto, su un
altopiano situato al lato destro della vallata, sorge Civita
d'Antino, che per l'eccezionale conservazione dei patrimonio
monumentale si propone come un "Museo aperto" degno di
grande attenzione. Del territorio comunale fanno parte i
centri minori di Pero dei Santi e Civita Stazione.
Prima dell'era cristiana Antinum, fu
città importante dei popolo dei Marsi. Dopo la guerra
sociale solo due città marse furono insignite della
cittadinanza romana, Antinum e Marruvium.
Attorno all'anno mille il paese, che
compare con il nome Antena, doveva essere assai fiorente se
attorno all'anno 1063 cittadini nobilissimi donarono chiese
e terreni, nei territori di
Morino e
Rendinara, al Monastero di Montecassino.
Nel 1183 Papa Lucio III definì i limiti
territoriali della parrocchia di S. Stefano (Civita
d'Antino), i quali si estendevano agli attuali territori di
Morino
Rendinara e Meta.
Nel Medio Evo, assunto il definitivo nome
di Civita d'Antino, compare in tutti gli elenchi dei paesi
della Valle a noi giunti quale Feudo degli Svevi, Angioini,
Orsini, Piccolomini e dal 1445 dei Colonna.
Con Gioacchino Murat divenne Comune
Centrale raccogliendo i territori dei Comuni di S. Vincenzo,
Morrea, Castronovo e
Morino.
Successivamente, dopo la creazione del
Comune Centrale di S. Vincenzo Valle Roveto, gli furono
aggregati, fino al 1831, i Comuni di
Morino e
Rendinara.
È da ricordare come Civita d'Antino sia stata meta dal
1883 e nei primi anni dei novecento di pittori danesi che
ritrassero panorami e costumi dei paese. Tra i più noti
Zahrtmann, Kroyer e Skovgaard.