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REGIONE ABRUZZO
| Comune di Celano |
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Informazioni di base |
| Regione: Abruzzo |
Capoluogo: L'Aquila |
| C.A.P. 67043 |
Codice catastale: C426 |
| Popolazione residente: 10.978 |
Numero di famiglie: 4.183 |
| Denominazione degli abitanti: Celanesi |
Comunitą Montana; Comunitą Montana
Marsica 1 |
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Cenni storici |
Celano č attualmente il
secondo comune della Marsica con i suoi 11.540 abitanti, il suo nucleo
industriale e il suo territorio agrario e montano di ben 123 kmq con una
densitą di 125 abitanti a kmq su altimetrie che vanno da un minimo di
metri 650 s.l.m. della Piana del Fucino ai 2.348 del Monte Sirente: gran
parte del territorio montano č inserito nel nuovo Parco Regionale
Sirente-Velino.
L'abitato si dispone sulle pendici del Monte La Serra (il medievale mons
Celanum), a circa 15 chilometri da Avezzano e con il centro storico
posto a quota 860 sul livello del mare. E' facilmente accessibile sia
per ferrovia che per autostrada (A 24-25 Roma-Pescara) e strade statali
(Tiburtina Valeria e VestinaSarentina).
E' contornato da tre frazioni: Borgo Bussi, Borgo Ottomila e Strada 14
del Fucino.
Il nome Celano deriva probabilmente dall'italico Cela, latino Caela o
Caelum il cui significato č ancora incerto, ma probabilmente legato al
cielo o al verbo celare (Cianciusi 1988, 119), certamente non derivato
"dal personale Aquila con il suffisso prediale -anus, con
palatizzazione della labiovelare + i " (Alessio-de Giovanni 1983, 82),
visto che un vicus Caela o Caelanum č documentato in una iscrizione del
foro di Marruvium (S. Benedetto dei Marsi) sul finire del II secolo d.C.
(vedi [vici]Caelani in Letta-D'Arnato 1975, n. 33; Letta 1988) e il nome
antico č ancora conservato nel luogo dove era situato il villaggio
italico romano, nella localitą detta ancora oggi "Cčle" di Aielli, sotto
Monte Secine a destra delle Gole (le Fauces medievali).
La presenza umana nell'arca č documentabile, allo stato attuale delle
nostre conoscenze, a partire dai 18.000 anni fa con continuitą abitativa
fino ai nostri giorni. Il ritrovamento delle "Paludi" con il suo
insediamento-approdo palafitticolo perilacustre dell'etą del bronzo e le
sue tombe con rarissimi sarcofagi lignei ancora intatti, costituisce con
il nascente Museo uno degli elementi di richiamo culturale e turistico
oltre il Castello Piccolomini e le chiese medievali.
Anche l'attuale centro storico, che sorse nel 1227 dopo la distruzione,
nel 1223, del vecchio incastellamento sul Monte Tino ad opera di
Federico II, contiene ancora evidenti tracce del glorioso passato di
Celano medievale e moderno, passato possibile grazie al vicus Caelanum,
al passaggio della via Valeria, al Fucinum Lacum ed agli importanti
insediamenti produttivi agricoli del mondo imperiale romano
sopravvissuti in etą longobarda col nome di Secuntiano, Oretino e
Porciano.
L'importanza dell'abitato di Celanum nel corso del basso rnedioevo fu
tale da dare il nome anche al sottostante lago Fucino, che a partire dal
seicento fu definito "Lago di Celano".
Dopo le miserie del '600, '700, '800 e primo novecento con gli homines
de Celano continuamente vessati dalle prepotenze feudali, il paese č ora
in pieno sviluppo con le sue attivitą agricole sul nuovo lago verde del
Fucino, le attivitą industriali (Zuccherificio, S.A.I.E, C.E.L.L. e
I.L.M.), il terziario avanzato, le attrezzature sportive (Stadio,
Palazzetto dello Sport, Piscina) e il nascente turismo
naturalistico-culturale facilitato dal patrimonio storico-artistico,
dagli ampli scenari dei monti della Serra e del Sirente (il medievale
Serra de Candida nives), dalle Gole delle Foci ed anche da quella
immancabķle nebbiolina che nei periodi primaverili fa riapparire come
per incanto il lago dei padri e il fascinoso Celano del Lear "vitrea te
Fucinus unda" (VIRGILIO, VII, 759).
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