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REGIONE ABRUZZO
| Comune di Carsoli |
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Informazioni di base |
| Regione: Abruzzo |
Capoluogo: L'Aquila |
| C.A.P. 67061 |
Codice catastale: B842 |
| Popolazione residente: 5.085 |
Numero di famiglie: 1961 |
| Denominazione degli abitanti: Carsolani |
Comunità Montana; Comunità Montana
Marsica 1 |
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Cenni storici |
In età romana si
chiamava Carsioli (i cui resti si trovano ad alcuni chilometri
dall'attuale centro abitato). Nel medioevo, si creò un piccolo
agglomerato di case attorno ad alcune celle di monaci e alla chiesa
di S.Maria, detta appunto "S.Maria in Cellis". La chiesa, il
convento e il vicino castello di S.Angelo, distrutti piú volte
durante le invasioni ungare e saracene, furono ricostruiti per
iniziativa di Rinaldo conte dei Marsi: e il documento che attesta
tale riedificazione (del 996 secondo alcuni, del 1000 secondo altri)
starebbe a rappresentare "la data della nascita ufficiale di Carsoli
come città medioevale" (M.Eboli).
Il Corsignani, che fa evidente confusione cronologica tra questa
ricostruzione e il successivo episodio dell'erezione di S.Maria in
Cellis a sede di diocesi con il vescovo scismatico Attone (inizi
dell'XI secolo), ci aiuta tuttavia a ricostruire un momento
particolarmente delicato della storia ecclesiastica e civile della
Marsica negli ultimi secoli del Medioevo. La chiusura dello scisma
(avvenuta nel 1057 con la nomina del vescovo legittimo Pandolfo)
determinó l'inizio della decadenza di Celle.
I successori di Berardo e Odorisio si spartirono il territorio,
abitando uno nel castello di Oricola, un altro a Colli di Montebove,
il terzo nel castello di S.Angelo alle Celle. Pian piano molte terre
vennero donate, dagli stessi conti, ai monasteri di Farfa, di
Subiaco e di Montecassino, i quali si sostituirono ai legittimi
feudatari, almeno fino all'epoca sveva, quando (sotto il Barbarossa)
Celle venne assediata e occupata militarmente. Nel XII secolo
Carsoli - almeno secondo una tradizione del luogo - ospitò
S.Francesco e, verso la fine del secolo, vide il passaggio di
Corradino di Svevia e di Carlo I d'Angió.
Anzi, a quest'ultimo sarebbe da attribuirsi, secondo alcuni
studiosi, la costruzione della chiesa di S.Vittoria (che, però,
secondo altri, sarebbe più antica).
Passata sotto la contea di Albe (Tagliacozzo), Carsoli divenne
dunque feudo degli Orsini e poi dei Colonna come sede di baronia,
rimanendo a loro soggetta fino al 1806. La peste del 1656 fece
grandi stragi in Carsoli, che vide ridursi in pochi mesi la sua
popolazione da 1600 a soli 300 abitanti. La seconda metà del
Seicento fu caratterizzata dal dispotismo di un signorotto locale,
Giovanni Festa, contro il quale nel 1686 scoppiò una violenta
sollevazione popolare.
Coinvolta in tutte le vicende politiche e sociali del Settecento e
dell'Ottocento, soprattutto perché posta alla frontiera con lo Stato
Pontifício, Carsoli ha visto mutare il suo ruolo e la sua importanza
economica in questi ultimi decenni, soprattutto con la creazione di
un buon nucleo industriale e con l'apertura dell'autostrada.
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