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La tradizione
vuole che Barisciano, a 940 m. s.l.m, (Barisiano, Barizano, Barisano,
Varisano, Barigliano), nominato nel Chronicon Farfense come zona di
confine dell'abbazia di Farfa, si sia strutturato e accresciuto attorno
al primo nucleo di San Flaviano.
A questo, verso il mille, si aggiunsero le popolazioni di Villa San
Basilio, villa Sant'Angelo, Bariscianello e Santa Maria di Forfona, che
andarono a costituire quattro quartieri (Capo di Serra, Macchiola, Piedi
la Terra e Tricaglio), dando a Barisciano la configurazione attuale.
Nel XIII secolo fu tra i castelli che partecipano alla fondazione di
L'Aquila.
Subì nel
1424 l'occupazione delle truppe di Braccio da Montone. Nel 1483
Bariscianello viene aggregato a Barisciano. Nel XVI secolo perviene ai
Caracciolo. Nel 1529 viene sottratto alla giurisdizione aquilana e
concesso in feudo dal viceré principe d'Orange al capitano Giovanni de
Vargas. Nel 1559 è possedimento dei Carafa.
Il
paese è sovrastato dai ruderi di un castello medievale della tipologia a
castello - recinto, che si integrava con la fortificazione di S. Pio
delle Camere. Ambedue sono costituiti da una torre isolata circondata da
una cinta muraria e da un sistema articolato di torri. All'esterno della
cinta si trova la chiesina di S. Rocco, in cui è possibile ammirare
affreschi cinquecenteschi.
Tra i monumenti religiosi
più importanti è da annoverare la chiesa di S. Maria di
Caposerra (1320) chiamata anche chiesa del Buon Consiglio. Il portale
del fianco destro, originariamente in stile romanico - gotico, non ha
più l'arco ogivale ma resta il campanile a vela, mentre una parte
dell'edificio è inglobata in case abitate. All'interno sono visibili le
tracce di affreschi trecenteschi, probabilmente dello stesso ciclo
pittorico di quelli della chiesa di S. Pellegrino di Bominaco e di S.
Maria "Ad Criptas" in Fossa.
La parrocchiale dedicata a
S.
Flaviano e databile
al 1753 presenta una bella facciata in pietra.
L'interno è a tre
navate con cupola ed è ricca di stucchi e dorature settecenteschi. Vi è
un artistico fonte battesimale datato 1571 e un organo ligneo intagliato
e datato 1759. Un altro edificio religioso ben conservato è la chiesa di S. Maria di
Valleverde del sec. XVI che si raggiunge percorrendo la strada per S.
Stefano di Sessanio; lo stile è tardo rinascimentale con facciata a
coronamento sostenuto da mensole.
Nella parte alta del paese è il
convento di San Colombo,
originariamente Santa Maria d'Asprina. Attigua al convento
quattrocentesco appartenuto ai religiosi francescani è la chiesa ad una
sola navata che presenta all'interno cinque altari.
Nelle vicinanze del paese è la monumentale
fontana a 5 cannelle
del 1876. Caratteristiche del luogo sono delle
grotte denominate "locce".
Al comune di
Barisciano appartengono le frazioni di Petogna, Villa di Mezzo, Picenze
e S. Martino. La prima presenta un impianto urbanistico con case che
degradano, mentre nella parte alta sono ubicate alcune case torre, ma
non presenta segni di fortificazione.
Tra le due frazioni sorge una torre di avvistamento a
forma cilindrica, denominata dongione tondo, dalla quale si dominava
tutta la vallata e l'altopiano di Barisciano.
Nella frazione di Picenze si trovano
edifici gentilizi. A
circa un chilometro da Barisciano si incontrano i
ruderi di Bariscianello,
e a chilometri due a sud est, in località Forfona, le
vestigia di Vico Furfense
abbandonato nel trecento. |